Il nostro modo di curare
Il carisma dell'Ordine
Evangelizzare il mondo del dolore e della sofferenza attraverso un’assistenza integrale alla persona realizzata secondo lo stile di San Giovanni di Dio, nostro fondatore.
Giovanni di Dio era un uomo carismatico: il suo modo di agire attirò l’attenzione di quanti lo conobbero e la sua influenza si espanse da Granada ai villaggi e alle città dell’Andalusia e della Castiglia. Questo suo “carisma” trascendeva la sua persona: non si trattava solo di atteggiamenti e gesti umani che, esprimendosi in amore verso i malati e i bisognosi, suscitavano ammirazione e spingevano a collaborare con la sua opera.
In senso teologico, carisma è ogni forma di presenza dello Spirito che arricchisce il credente e lo rende capace di un servizio a favore degli altri. Il religioso si consacra a vivere un carisma particolare, come dono ricevuto dallo Spirito, mediante la coltivazione della grazia, l’incontro vitale con Dio e l’apertura e il servizio all’umanità. Il carisma dell’ospitalità, con il quale Giovanni di Dio fu arricchito dallo Spirito Santo, s’incarnò in lui come germe che ha continuato a vivere in uomini e donne che nell’arco della storia hanno prolungato la presenza misericordiosa di Gesù di Nazaret, servendo coloro che soffrono, secondo il suo stile.
Le Costituzioni del nostro Ordine definiscono il Carisma così:
“In virtù di questo dono, siamo consacrati dall’azione dello Spirito Santo, che ci rende partecipi, in modo singolare, dell’amore misericordioso del Padre. Questa esperienza ci comunica atteggiamenti di benevolenza e di donazione, ci rende capaci di compiere la missione di annunciare e di realizzare il Regno tra i poveri e gli ammalati; essa trasforma la nostra esistenza e fa sì che attraverso la nostra vita si renda manifesto l’amore speciale del Padre verso i più deboli, che noi cerchiamo di salvare secondo lo stile di Gesù”.
Il Fatebenefratello si consacra e vive in comunione con altri la chiamata ad esprimere lo stesso carisma. Ma l’amore verso l’interno (comunione) deve esprimersi verso l’esterno nella missione, che si intende come aiuto liberatorio a favore dei restanti membri della Chiesa e, in generale, di tutte le persone bisognose.
Partecipano direttamente al carisma di Giovanni di Dio i Fatebenefratelli, consacrati nell’ospitalità; e a modo di “irradiazione” dello stesso, sono partecipi del carisma anche i collaboratori:
“Coloro che conoscono Giovanni di Dio (...) sperimentano che nella loro vita prende corpo una specie di luce che fa nascere in loro il desiderio di vivere l’ospitalità, imitando l’esempio di Giovanni o dei suoi Confratelli (...) I fedeli laici che si sentono chiamati a vivere l’ospitalità, partecipano del carisma di Giovanni di Dio aprendosi alla spiritualità e alla missione dei suoi confratelli e integrandola nella propria vocazione personale.
I livelli di questa partecipazione sono ovviamente vari: così ci sono persone che si sentono particolarmente legate all’Ordine attraverso la sua spiritualità; altri invece vivono la partecipazione tramite il disimpegno della stessa missione. Ma quel che conta è che il dono dell’ospitalità ricevuto da Giovanni di Dio instauri tra confratelli e collaboratori un legame di comunicazione che sia per ambedue impulso e stimolo a sviluppare la loro vocazione e a essere per il povero e il bisognoso segno visibile dell’amore misericordioso di Dio verso gli uomini”.